13 Luglio 2010
La nuova Direttiva europea 2010/31/UE entra in vigore l’8 Luglio 2010, ma gli Stati membri hanno tempo fino al 2012 per adottarla e pubblicarla.
La Direttiva 2002/91/UE, che informa la legislazione energetica italiana, verrà abolita a partire dal 01.02.2012
Numerose le novità: per gli edifici esistenti scompare i limite di 1.000 mq per l’esenzione delle prestazioni energetiche minime, e viene sostituito dal concetto di “ristrutturazione importante”, quando cioè i costi superano il 25% del valore dell’immobile ovvero la ristrutturazione riguarda più del 25% della superficie del medesimo.
Per i nuovi edifici viene chiesta invece una valutazione preliminare della fattibilità tecnica di sistemi alternativi relativi sia alla produzione di calore e freddo sia della produzione di energia elettrica.
Questa previsione è propedeutica all’obbligo, per i nuovi edifici, di essere a “energia quasi zero”. L’obbligo scatterà dal 31.12.2020 per gli edifici privati, e dal 2018 per quelli pubblici.
La Direttiva punta ad uniformare la metodologia di calcolo e i valori prestazionali minimi: entro il 30.06.2011 la Commissione Europea definirà un quadro metodologico comparativo per calcolare livelli ottimali in funzione dei costi, ed entro il 30.06.2012 gli Stati membri dovranno strasmettere i criteri usati per il calcolo dei requisiti minimi.
Cambia anche il concetto di “certificazione energetica”, sostituito dall’Attestato di prestazione energetica”.
Rimangono esclusi da questo quadro normativo gli edifici storici, quelli occupati temporaneamente, i fabbricati indipendenti inferiori a 50 mq.


